Le adozioni a distanza:
un cammino di solidarietà reciproca
Articolo scritto dall'Abbé Emile Simboro
(Dedougou – Burkina Faso)
Le adozioni a distanza costituiscono per le famiglie dei paesi in via di sviluppo, soprattutto per il mondo rurale, un grande sostegno di cui non si può misurare l’impatto sul lungo termine.
In Burkina Faso, il governo cerca di rendere la scuola elementare (i primi 6 anni di scuola) gratuita ed obbligatoria per tutti i bambini ma, in realtà, molti genitori sono incapaci di far fronte ai costi complementari (vestiario, cibo, salute) e questo per diversi motivi.
Nel 2007 una donna disperata, madre di 9 figli tutti in vita che dovevano essere scolarizzati e educati mi diceva: “Prima i nostri genitori mettevano al mondo i figli con la speranza che almeno due o tre sopravvivessero. Oggi i nostri figli non muoiono più e io me ne ritrovo 9. Mio marito ed io facciamo fatica a nutrirli e, a maggior ragione, a mandarli a scuola. No non è possibile. La soluzione: mandare le bambine in città a cercare un lavoro retribuito per aiutarci e i ragazzi devono imparare a lavorare nei campi da subito”.

Ecco un’altra testimonianza recentissima. Sabato scorso, il 15 maggio, un padre di famiglia da un villaggio è venuto a trovarmi in lacrime perché suo figlio era stato trasportato in un centro ospedaliero di Dégoudou per una terapia intensiva di cui lui non riusciva ad affrontare i costi. Vedendolo così gli ho chiesto se suo figlio era appena deceduto. Ha scosso la testa per dirmi di no e ha continuato a singhiozzare. Allora gli ho chiesto: “Ma perché piangi allora ?”. Quando è riuscito a riprendersi mi ha semplicemente risposto: “Il medico mi ha prescritto una nuova ricetta che non sono più in grado di pagare. Prima di venire ho dovuto vendere un dei miei due buoi da lavoro”. Restò in silenzio un po’ e poi aggiunse scuotendo il capo in segno di disperazione: “Ora capisco perché non bisogna mettere al mondo tanti bambini. Ecco il bue che mi consentiva di avere un po’ di miglio per nutrirli, ho dovuto venderlo per curarne uno e i soldi non bastano”.
Questi due esempi mostrano quanto diversi fattori fra cui quello della demografia galoppante contribuiscono a creare il circolo vizioso della povertà per cui i genitori sono costretti a scegliere fra i figli da mandare a scuola (preferibilmente i maschi) mentre le femmine sempre più spesso sono costrette ad andare a servizio in città, e quindi sono vittime di tanti mali tra cui il traffico di bambini, la prostituzione e quando tornano al villaggio, spesso malate di AIDS, contribuiscono alla diffusione della malattia con gravi conseguenze quali la proliferazione di orfani di padre e di madre.
Se una famiglia beneficia di un’adozione a distanza, rinasce la speranza. Non solo il bambino adottato può andare a scuola ma anche, in modo diretto o indiretto, i suoi fratelli e le sue sorelle. La stessa somma, se gestita bene, riesce persino a pagare la scolarità di un fratello maggiore alla scuola media superiore.
In Burkina molti bambini non riescono a superare la soglia della scuola elementare perché l’accesso alle superiori, dalla I media alla maturità avviene tramite concorso. Adottare un bambino a distanza non gli da solo la possibilità di andare alla scuola elementare, ma anche di continuare fino alla maturità e, spesso, la stessa somma può servire ad aiutare diversi bambini. Infatti, la madre può prelevarne una piccola parte e avviare un piccolo commercio le cui entrate rafforzano la capacità della famiglia di garantire la scolarizzazione dei figli.
Ecco la testimonianza di una famiglia che dimostra come l’adozione a distanza rafforzi anche la solidarietà tradizionale. Due orfane, una di padre e l’altra di madre beneficiano di un’adozione a distanza. Questa somma ha consentito di prendere una casa in affitto a Dégoudou per accogliere altri bambini che hanno lasciato il villaggio per frequentare la scuola secondaria. Poiché le spese di affitto sono coperte dall’adozione, i genitori degli altri bambini contribuiscono alle altre spese senza problemi. Una quota viene fissata all’inizio dell’anno, ogni famiglia se ne fa carico riuscendo così a chiudere un anno scolastico senza troppe difficoltà. Anche le due orfane si ritrovano in un contesto migliore per studiare, una sorta di famiglia. Il fatto di poter trovare, nei centri urbani, un buon alloggio dove accogliere e raggruppare gli allievi che vengono dai villaggi è uno dei grandi vantaggi dell’adozione a distanza e non è limitato alle sole elementari.
Si può continuare ad elencare i benefici dell’adozione a distanza ma l’essenziale è semplicemente continuare a ripetere che è uno dei modi migliori, oggi, per aiutare i paesi in via di sviluppo, in particolare il mondo rurale. Certe sono necessarie alcune condizioni perché questa forma di carità si trasformi in un’autentica solidarietà reciproca.
1. Innanzitutto è necessario trovare a livello locale delle persone o delle strutture affidabili e determinate a adoperarsi affinché il denaro giunga ai bambini e sia poi ben gestito. Si tratta di un servizio importante se si vogliono fare delle adozioni a distanza.
2. Possibilmente raggruppare per zona i bambini beneficiari, almeno una volta durante le vacanze, e parlare loro dei valori della solidarietà e dell’importanza della scuola. Servirsi dell’adozione per motivare i bambini verso lo studio. Il modo migliore per ringraziare i donatori è lavorare bene a scuola.
3. Se ci sono dei genitori adottivi che vogliono venire a vedere i bambini, le condizioni nelle quali vivono, toccare con mano il bene che stanno facendo, ben vengano ma invitare sempre i bambini al lavoro e alla condivisione per evitare che l’adozione diventi assistenzialismo e sviluppi nel bambino forme di individualismo.
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