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Il Burkina Faso è uno dei cinque paesi più poveri al mondo. Nel Burkina Faso(che nell’idioma moré significa “paese degli uomini integri”) la speranza di vita è inferiore ai 50 anni di età, la percentuale di analfabetismo è superiore al 70% e più del 60% della popolazione (di cui fa parte la totalità di quella rurale) vive con meno di 0,75 euro al giorno.
Circa la metà della popolazione del paese (circa 14 milioni diabitanti) è rappresentata da bambini; l’età media dei burkinabé, così si chiamano gli abitanti del Burkina Faso, è intorno ai 17 anni. Nella sola Africa occidentale si stima che ci siano oltre 54 milioni di bambini ed è proprio sui loro corpi che si notano i segni lasciati dalle carenze alimentari, igieniche e sanitarie. Privo di rilevanti risorse naturali, il Burkina Faso sopravvive grazie soprattutto agli aiuti internazionali; la scarsissima economia, una delle più arretrate del mondo, si basa prevalentemente su una poverissima agricoltura di sopravvivenza.
Infatti, l’agricoltura rappresenta l’occupazione principale per il 80% della popolazione attiva; il paese però è soggetto ad una crescente desertificazione e lo sviluppo agricolo è minacciato dalle ricorrenti siccità, dalla poca fertilità dei suoli e dalle difficoltà d’irrigazione, derivate soprattutto dalla scarsità di riserve idriche di superficie. Il popolo burkinabé è malnutrito, la mortalità infantile è altissima, non c’è occupazione; mancano le infrastrutture, anche le più basilari. Spesso nei villaggi rurali donne, bambini e vecchi muoiono per la mancanzadel minimo sostentamento.
In Burkina Faso 2 bambini su 10 non arrivano al primo anno d’età, decimati dalla fame, dalla malaria, dall’AIDS, dalla meningite e dal colera. Anche in questo paese, come nel resto del continente africano, l’AIDS rappresenta una grossa piaga; ogni anno un quarto dei nuovi infettati sono bambini che contraggono il virus dalla propria madre durante lagravidanza. La provincia di Kossi si trova nella parte occidentale del paese al confinecon il Mali e il capoluogo è Nouna, una cittadina di 22.000 abitanti. È un territorio arido dove le uniche attività agricole sono la produzione di cotone e alcuni cereali, come il miglio e il sorgo, che crescono (comunque con scarsi risultati) anche in zone particolarmente siccitose; si cerca di sfruttare il periodo delle piogge, da Giugno ad Ottobre, per produrre ed immagazzinare i cereali che serviranno per il sostentamento della famiglia per tutto l’anno.
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